Val dAnapo (7)

Riscopri la necropoli rupestre di Pantalica, sito  Patrimonio dell’ Umanità UNESCO, dalla genesi dei lussureggianti canyon dell’ Anapo e del Calcinara alla storia di uno dei più importanti siti preistorici del mondo. Lungo i sentieri di Pantalica si percepisce il richiamo della natura incontaminata, il fascino della storia e dell’ archeologia. Visitando le tombe della necropoli, le grotte-abitazioni e i santuari scavati nelle ripide pareti di bianca roccia calcarea a picco sulle acque dell’Anapo, sembra ritornare indietro nel tempo.

Pantalica, identificata con l’antica Hybla, è abitata fin dall’età del bronzo. Verso la metà del XIII sec. a.C. i Sicani, stanziati sulla fascia costiera, si spostano nell’entroterra e scelgono la zona di Pantalica e le coste, aperte alle scorrerie ed alle frequenti ondate di nuove popolazioni, non sono più sicure. La valle stretta intorno al fiume Anapo e al Calcinara è invece difesa naturalmente, tra due gole profonde e con una sola via d’accesso (la sella di Filiporto, ad ovest). Della città,restano oggi pochissime tracce, fatta eccezione per i l’incredibile numero di tombe scavate, utilizzando probabilmente asce di bronzo o di pietra, visto che il ferro non era ancora stato scoperto nelle scoscese pareti calcaree. Pantalica torna a vivere con i bizantini che vi impiantano piccoli villaggi rupestri. Dopo una probabile frequentazione in periodo arabo normanno, il sito viene completamente abbandonato fino all’inizio del ‘900, quando l’archeologo Paolo Orsi, inizia le ricerche.

Le tombe sono circa 5.000, suddivise in cinque diverse necropoli. La necropoli Nord-Ovest, con circa 600 tombe, riunite in cinque gruppi principali e la necropoli Nord, la più vasta e scenografica, con forse 1.500 tombe, sono le più antiche, datate all`incirca tra il XII e XI secolo a.C. Allo stesso periodo appartiene il mediano fra i tre grandi gruppi di tombe della necropoli Sud. Invece gli altri due gruppi laterali, la necropoli di Filipporto, con circa 500 tombe, la necropoli della Cavetta, con circa 300 tombe, più una cinquantina di tombe nello sperone sovrastante la confluenza del Calcinara nell`Anapo, e la necropoli estendentesi sull`opposta sponda del Calcinara con almeno un centinaio di tombe, appartengono ad un momento più tardo e cioè fra il IX e VIII secolo a. C.